Ultimo fine settimana per questa estate

Mentre le temperature rimangono ben lontane dai livelli autunnali, siamo così giunti alla fine anche di questa rassegna estiva. Per questo ultimo fine settimana, tre film di primo livello.

Venerdì vi presentiamo “Silkwood“, ispirato alla storia vera di Karen Silkwood, operaia e sindacalista in una fabbrica di materiale radioattivo, che raccoglie prove e indizi di quel che non funziona nello stabilimento, ma nell’andare a consegnare i documenti, muore in un misterioso incidente.

Sabato vi presentiamo “Il Mio Nome è Khan“. Rizvan Khan, stimato indiano musulmano affetto dalla sindrome di Asperger (disturbo pervasivo dello sviluppo, da alcuni considerata una forma lieve di autismo n.d.r.), s’innamora perdutamente della bellissima Mandira, madre single di religione induista, che vive la sua versione del sogno universale del successo. E quando un atto di inaudita codardia smembra la loro famiglia, Khan decide d’intraprendere un difficile viaggio attraverso l’America contemporanea, luogo oscuro e complesso quanto il cuore umano. Un viaggio che, inconsapevolmente, si trasforma nel più improbabile atto di sfida, ma anche di pace e compassione da parte di un uomo che con la sua disarmante autenticità riesce a toccare il cuore di tutti coloro che incrocia sul suo cammino. Uno straniero, un personaggio singolare che, in nome della donna che ama, si presenterà al mondo dicendo semplicemente: “Il mio nome è Khan e non sono un terrorista”.

Domenica si chiude con “Sorelle Mai“. Sara Mai (Donatella Finocchiaro) è un’attrice e vive a Milano, cercando di affermarsi, mentre sua figlia, la piccola Elena (Elena Bellocchio), passa gran parte del tempo nella casa di famiglia a Bobbio, dove è accudita dalle due anziane zie (le sorelle Letizia e Maria Luisa Bellocchio). A Bobbio torna spesso anche il fratello di Sara, Giorgio (Pier Giorgio Bellocchio), sempre più inquieto e incerto sul proprio futuro.
Giorgio e le due zie sono ormai la famiglia di Elena, finché un giorno, dopo aver ottenuto una parte importante, Sara decide di portare la figlia con sé a Milano, e trasferirsi in una casa più grande. A questo scopo, torna a Bobbio per formalizzare la vendita della sua parte della casa, trovando in Giorgio un alleato prezioso, malgrado i rapporti difficili intercorsi in passato tra i due. Gli anni passano, Elena cresce e si ritrova di nuovo a vivere con le zie, che ospitano anche una giovane professoressa di liceo (Alba Rohrwacher) che, travolta dalla sua angoscia d’amore, durante gli scrutini finali, per “assenza” rischia di far bocciare un suo studente. Anche Giorgio fa ritorno a Bobbio, in fuga dai debiti e inseguito da due personaggi loschi: stavolta sarà la sorella ad aiutarlo.
La famiglia al completo si riunisce infine sulla riva del Trebbia per assistere a una rappresentazione ideata dall’amico Gianni (Gianni Schicchi Gabrieli), che, vestito in frac, si immerge nelle acque dell’antico fiume del paese dove tutti i personaggi sono nati e dove hanno trascorso la loro prima giovinezza…

Ci vediamo, per l’ultimo fine settimana, al solito posto!

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Ci incamminiamo verso la fine della rassegna.

Ci incamminiamo verso la fine di questa edizione della rassegna con tre film strepitosi.

Lunedì i fratelli Cohen con “Il Grinta” ci raccontano un’avventurosa storia Western di vendetta e coraggio.

Martedì ci spostiamo a Liverpool, agosto 1976. Fergus ha cinque anni. Al suo primo giorno di scuola incontra Frankie e da allora saranno inseparabili. Da adolescenti, marinano la scuola e bevono sidro sul traghetto sul fiume Mersey, sognando viaggi in tutto il mondo. Fergus non immagina certo che un giorno realizzerà quel sogno, diventando un soldato delle forze speciali inglesi, il SAS. “L’Altra Verità“.

Giovedì invece con “Corpo Celeste” raccontiamo una storia che vive, che entra sottopelle con quella dolorosa razionalità propria, come sensazione, di un programma televisivo come Report, solo che lo fa da una prospettiva cinematografica che non significa documentario ma creazione di una storia di finzione in cui tanto il racconto quanto il tono scelto, siano perfetti per l’immedesimazione e la comprensione. Alice Rohrwacher è l’autrice di quello che si candida ad essere uno dei più bei debutti del cinema italiano degli ultimi anni. Complimenti a lei e a chi le ha dato fiducia.

A presto!

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E dopo Ferragosto…

Si comincia venerdì sera con un Mel Gibson in splendida forma: sarà perché è diretto da Jodie Foster? “Mr. Beaver“.

Sabato invece ci si prepara per il campionato di calcio prossimo a cominciare scoprendo con “Offside” che il calcio può svolgere una funzione unificante, è uno spettacolo vitale e gioioso che trascende le convenzioni religiose, sociali e sessuali. “Sognando Beckam” aveva mostrato l’amore per il calcio di una ragazza facente parte di una comunità di Sikh ortodossi ambientato però nell’Inghilterra di oggi. Ma Jess doveva scontrarsi con la mentalità ristretta in ambito familiare, non certo con un’autorità pubblica che le impediva di esprimere la propria passione. Il regista iraniano Jafar Panahi, già noto al pubblico per film come Il Cerchio ed Il silenzio tra due pensieri, film “ricostruito” perché sequestrato dalla censura, effettua il passaggio ulteriore, mostrandoci alcune appassionate di calcio nella Teheran odierna.

Domenica ritorna la nostra rassegna nella rassegna dedicata al 150° compleanno dell’Italia con “Nell’anno del signore“.
A Roma, nel 1825, il compito di reprimere, nell’indifferenza popolare, i tentativi rivoluzionari di sparuti gruppi di liberali è affidato al cardinale Rivarola e al colonnello Nardoni. Quando il ciabattino Cornacchia viene a sapere che don Filippo Spada, liberale di tiepide convinzioni, ha denunciato i compagni, avvisa due carbonari, il dottor Leonida Montanari e un fuoriuscito modenese, il giovane Angelo Targhini, i quali aggrediscono Spada per ucciderlo, riuscendo soltanto a ferirlo. Giuditta una giovane ebrea che convive con Cornacchia ma è innamorata di Montanari, cerca di convincere i due congiurati ad abbandonare Roma, ma inutilmente. Catturati da Nardoni, che sospetta di loro, e condotti alla presenza di Spada, i due vengono riconosciuti e arrestati. Il processo, svoltosi senza difesa, si conclude con la loro condanna a morte. Alle aspre accuse di Giuditta, che gli rimprovera di vivere nello stesso torpore che vieta al popolo romano di ribellarsi contro l’assolutismo, Cornacchia rivela alla donna di non essere quel ciabattino analfabeta e pusillanime che tutti ritengono, ma il temuto Pasquino, l’inafferrabile voce di Roma che, con le sue satire affisse sull’omonima statua, svolge una efficace attività clandestina contro il governo pontificio. Compiuto un inutile tentativo di consegnare se stesso, in cambio della vita di Montanari, al cardinale Rivarola Cornacchia, conscio che senza l’appoggio popolare non si fanno rivoluzioni, si ritira in un convento mentre sulla pubblica piazza Montanari e Targhini – che uno sciocco frate ha cercato inutilmente di indurre al pentimento – vengono ghigliottinati.

Ci si vede al solito posto.
A presto!

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Tra vacanze, amore e finanza

Saranno tre giorni pre-ferragostani a cavallo tra vacanze, amore e finanza.

Cominciamo venerdì con “Tutti al Mare“: ritratto di gruppo in una giornata estiva sul litorale capitolino, con dialetto e spirito romanesco “caciarone”, indolente e ironico.
Sullo sfondo, il mare avanza ogni anno di più riducendo l’arenile, e forse un giorno sommergerà tutto.

Sabato Woody Allen ci racconta con “Incontrerai l’Uomo dei Sogni” passioni, ambizioni e ansie in un crescendo di guai e follie nella vita di due coppie sposate: quella formata da Alfie e Helena, e quella della figlia Sally e di suo marito Roy.

Domenica si parla di finanza: ci potrebbe essere momento migliore? “Wall Street. Il Denaro Non Dorme Mai“.

Ci si vede al solito posto. Anche a ferragosto.

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Iran, Africa poi Francia

Iniziamo questa settimana portandovi un po’ in giro il mondo.

Iran. Si comincia lunedì con “The Hunter“. Sembra “Quel pomeriggio di un giorno da cani” in salsa iraniana il nuovo film di Rafi Pitts, uno sfogo registicamente rigoroso contro l’incapacità delle forze armate iraniane.

Africa. Martedì con “La Vita è Facile” si cerca di rispondere alla domanda “Perché la vita facile è la più difficile da vivere?
Non lo sa Mario Tirelli, chirurgo di fama, ricco e arrivato, che decide all’improvviso di partire per l’Africa ad aiutare il suo amico di sempre, Luca Manzi. Non lo sa Luca Manzi, che in Africa è arrivato da anni per tirar su un ospedale, e che si è lasciato dietro tutto e anche qualcosa che non ha capito. Soprattutto non lo sa Ginevra, la donna che hanno conosciuto insieme ma, fatalmente, è diventata moglie di Mario.

Francia. Giovedì invece è la volta della storia dolce e romantica de “Il Ragazzo con la Bicicletta“. Già due volte Palma d’oro, i fratelli belgi Luc e Jean Pierre Dardenne, tornano in concorso a Cannes con il loro solito stile neo neorealista, stavolta per raccontare la storia di un povero ragazzino abbandonato dal papà in orfanotrofio senza neanche il coraggio di dirgli che non ha più voglia di vederlo. Una trama semplice, completamente incentrata sul piccolo protagonista, sulla sua combattività, sulle sue illusioni, sul suo dovere essere uomo prima del tempo, nonostante, per sua fortuna, una parrucchiera della sua cittadina decida presto di prendersi cura di lui.

Noi, intanto, vi aspettiamo al solito posto.
A presto!

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