Si comincia venerdì sera con un Mel Gibson in splendida forma: sarà perché è diretto da Jodie Foster? “Mr. Beaver“.
Sabato invece ci si prepara per il campionato di calcio prossimo a cominciare scoprendo con “Offside” che il calcio può svolgere una funzione unificante, è uno spettacolo vitale e gioioso che trascende le convenzioni religiose, sociali e sessuali. “Sognando Beckam” aveva mostrato l’amore per il calcio di una ragazza facente parte di una comunità di Sikh ortodossi ambientato però nell’Inghilterra di oggi. Ma Jess doveva scontrarsi con la mentalità ristretta in ambito familiare, non certo con un’autorità pubblica che le impediva di esprimere la propria passione. Il regista iraniano Jafar Panahi, già noto al pubblico per film come Il Cerchio ed Il silenzio tra due pensieri, film “ricostruito” perché sequestrato dalla censura, effettua il passaggio ulteriore, mostrandoci alcune appassionate di calcio nella Teheran odierna.
Domenica ritorna la nostra rassegna nella rassegna dedicata al 150° compleanno dell’Italia con “Nell’anno del signore“.
A Roma, nel 1825, il compito di reprimere, nell’indifferenza popolare, i tentativi rivoluzionari di sparuti gruppi di liberali è affidato al cardinale Rivarola e al colonnello Nardoni. Quando il ciabattino Cornacchia viene a sapere che don Filippo Spada, liberale di tiepide convinzioni, ha denunciato i compagni, avvisa due carbonari, il dottor Leonida Montanari e un fuoriuscito modenese, il giovane Angelo Targhini, i quali aggrediscono Spada per ucciderlo, riuscendo soltanto a ferirlo. Giuditta una giovane ebrea che convive con Cornacchia ma è innamorata di Montanari, cerca di convincere i due congiurati ad abbandonare Roma, ma inutilmente. Catturati da Nardoni, che sospetta di loro, e condotti alla presenza di Spada, i due vengono riconosciuti e arrestati. Il processo, svoltosi senza difesa, si conclude con la loro condanna a morte. Alle aspre accuse di Giuditta, che gli rimprovera di vivere nello stesso torpore che vieta al popolo romano di ribellarsi contro l’assolutismo, Cornacchia rivela alla donna di non essere quel ciabattino analfabeta e pusillanime che tutti ritengono, ma il temuto Pasquino, l’inafferrabile voce di Roma che, con le sue satire affisse sull’omonima statua, svolge una efficace attività clandestina contro il governo pontificio. Compiuto un inutile tentativo di consegnare se stesso, in cambio della vita di Montanari, al cardinale Rivarola Cornacchia, conscio che senza l’appoggio popolare non si fanno rivoluzioni, si ritira in un convento mentre sulla pubblica piazza Montanari e Targhini – che uno sciocco frate ha cercato inutilmente di indurre al pentimento – vengono ghigliottinati.
Ci si vede al solito posto.
A presto!






