Titolo originale: Tatanka
Nazione: Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Giuseppe Gagliardi
Sito ufficiale: www.tatankailfilm.it
Cast: Clemente Russo, Giorgio Colangeli, Carmine Recano, Rade Serbedzija, Susanne Wolff, Alexander Yassin, Linda Chang
Produzione: Margherita Film & Minerva Film
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 06 Maggio 2011 (cinema)
Trama:
Nei feudi della camorra, in una terra dilaniata da una guerra cruenta, la straordinaria avventura di un ragazzo che riesce a sfuggire a un destino certo. Grazie all’incontro con la boxe riuscirà ad emanciparsi, in un percorso che lo porterà alla scoperta di se stesso, dal baratro della periferia di Caserta, passando per l’inferno dei ring clandestini di Berlino. Una strada tortuosa verso un riscatto difficile e inaspettato.
Recensione:
Dal baratro di Caserta, passando per l’inferno dei ring clandestini di Berlino, la strada tortuosa verso un riscatto difficile e inaspettato intrapresa dal giovane Michele alla scoperta di se stesso, dopo l’incontro con la boxe nei feudi della camorra.
E non potevano essere altro che le pagine scritte da Roberto Saviano (in questo caso “La bellezza e l’inferno”, Premio Miglior libro europeo 2010) la fonte d’ispirazione di questo secondo lungometraggio diretto dal calabrese Giuseppe Gagliardi, a cinque anni da quella sorta di mockumentary che, intitolato “La vera leggenda di Tony Vilar” (2010), vedeva protagonista proprio il Peppe Voltarelli qui autore della colonna sonora.
Colonna sonora che, senza ombra di dubbio, rappresenta uno dei maggiori pregi dell’operazione, la quale, dopo il totale d’apertura improvvisamente disturbato da uno spaventoso sparo fuori campo, ci regala subito un breve inseguimento automobilistico che sembra quasi uscito dalla nostra celluloide di genere che fu.
Un falso allarme, in realtà, in quanto la pellicola, opportunamente fornita di dialetto del sud accompagnato da sottotitoli come già accadde in “Gomorra” (2008), sempre tratto da Saviano, non tarda ad incanalarsi nei binari del classico cinema di denuncia italiano d’inizio XXI secolo, pur facendo ricorso, quando necessario, a momenti decisamente crudi e violenti (è sufficiente citare la sequenza del cazzotto in testa alla bufala).
Momenti che, grazie alla non disprezzabile regia di Gagliardi, accompagnano in maniera funzionale il progressivo crescendo fisico e psicologico del protagonista, incarnato in maniera sorprendente dal pugile campione del mondo dilettanti Clemente Russo, qui alla sua prima prova sullo schermo e circondato da volti noti quali il grande Giorgio Colangeli e il cantante Raiz.
Con il solo rischio di peccare a lungo andare in monotonia, ma riuscendo in ogni caso a comunicare in maniera efficace che si combatte per tutti, non solo per se stessi; tanto che i circa 100 minuti di visione funzionano decisamente meglio del sopraccitato e sopravvalutato film di Matteo Garrone.
La frase: “Devo ammettere che hai rabbia e potenza nel destro, ma la tecnica…”.
Francesco Lomuscio






