16.08 – The Fighter

Titolo originale: The Fighter
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 118′
Regia: David O. Russell
Sito ufficiale: www.thefightermovie.com
Sito italiano: www.thefighterilfilm.it

Cast: Mark Wahlberg, Christian Bale, Amy Adams, Melissa Leo, Mickey O’Keefe, Jack McGee, Melissa McMeekin, Erica McDermott, Salvatore Santone, Dendrie Taylor,
Produzione: Fighter, Mandeville Films, Relativity Media
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 04 Marzo 2011 (cinema)

Trama:
Ispirato ad una storia vera, il commovente ritorno dell’improbabile eroe della box, Micky Ward (Mark Wahlberg) e di Dicky Eklund (Christian Bale), due fratelli che devono affrontarsi come avversari per potersi riunire in combattimento, e vincere un campionato terribilmente difficile, rafforzando così i loro legami familiari.
La storia inizia con Dicky, un uomo che è l’orgoglio dell’ intera cittadina – in passato ha combattuto contro Sugar Ray Leonard – ora caduto in disgrazia. Nel frattempo, suo fratello Micky è diventato a sua volta un puglie, la sua carriera è appena agli esordi ed è gestita dalla madre Alice (Melissa Leo). Nonostante il suo impressionante gancio sinistro, Micky continua a perdere sul ring. L’ultimo combattimento affrontato da Micky finisce quasi per ammazzarlo, e a quel punto viene persuaso dalla sua ragazza, Charlene (Amy Adams), a tentare qualcosa di estremo: dividersi dalla sua famiglia, perseguire i suoi interessi e allenarsi senza l’inquieto fratello.
Fino a che, a Micky non viene offerta l’opportunità di una vita: combattere per il titolo. Ma presto Micky capisce che avrà bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia per poter vincere.
Sfidando tutti i pessimisti, Micky cercherà di redimersi e di riportare al suo angolo del ring Dicky, Charlene, Alice e l’intera famiglia Ward/Eklund.

Recensione:
Tenendo in considerazione il fatto che la sua filmografia includa l’acclamatissimo “The wrestler” (2008), storia di un lottatore decaduto in cerca di riscatto, non sorprende che figuri il regista Darren Aronofsky tra i produttori esecutivi del terzo lungometraggio che Mark Wahlberg (“Amabili resti”) interpreta sotto la direzione di David O. Russell, per il quale già fu nel cast del bellico “Three kings” (1999) e della commedia “Le strane coincidenze della vita” (2004).
Partendo da una storia vera, infatti, Wahlberg veste i panni di Micky, il quale inizia la carriera di pugile un po’ sulle orme del fratello Dicky Eklund, che in passato combatté perfino contro Sugar Ray Leonard, ma che ora è caduto in disgrazia.
Ed è un eccellente Christian Bale (“Batman begins”) a concedere anima e corpo a quest’ultimo, mentre la madre Alice alias Melissa Leo (“Frozen river – Fiume di ghiaccio”) gestisce l’attività di Micky, la cui fidanzata Charlene, con le fattezze di Amy Adams (“Come d’incanto”), lo spinge a dividersi dalla famiglia per perseguire i suoi interessi e allenarsi senza l’inquieto fratello.
Perché, tra continue sconfitte e desiderio di vittoria, il lungometraggio di David O. Russell – che mostra durante i titoli di coda i veri Micky Ward e Dicky Enklund – non vuole essere soltanto un racconto su celluloide riguardante il difficile cammino verso il successo nell’ambito del duro universo sportivo, ma anche e soprattutto una storia di fratelli che parla dell’amore, della famiglia, dei rapporti e del superamento delle avversità.
In fin dei conti, però, quella che scorre davanti ai nostri occhi è un’operazione piuttosto ordinaria dal punto di vista registico, la quale non fa altro che riallacciarsi alla tradizione di veri e propri classici della settima arte quali “Lassù qualcuno mi ama” (1956) di Robert Wise, “Rocky” (1976) di John G. Avildsen e “Toro scatenato” (1980) di Martin Scorsese.
Quindi, se le quasi due ore di visione riescono comunque a funzionare senza deludere, lo dobbiamo in particolar modo all’ottima prova del cast e al tutt’altro che disprezzabile montaggio per mano di Pamela Martin (“La casa del sì”), il quale fornisce una buona dose di esaltazione alla bella sequenza del combattimento finale.
Ma nulla più.

La frase: “Certe volte se vuoi vincere devi essere quello che non sei”.

Francesco Lomuscio

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