19.08 – Mr. Beaver

Titolo originale: The Beaver
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 91′
Regia: Jodie Foster
Sito ufficiale: www.thebeaver-movie.com

Cast: Mel Gibson, Jodie Foster, Anton Yelchin, Jennifer Lawrence, Paul Hodge, Michelle Ang, Riley Thomas Stewart, Kris Arnold, John Bernhardt
Produzione: Anonymous Content
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 20 Maggio 2011 (cinema)

Trama:
Walter Black, Presidente di un’azienda di giocattoli sull’orlo del fallimento, soffre di una grave forma di depressione. Quando la moglie lo caccia di casa, trova la marionetta di un castoro (beaver) e inizia ad animarla. Attraverso “Mr. Beaver”, Walter diventa simpaticissimo, un vero vulcano di energia e di idee. Riesce a riconciliarsi con la moglie e il figlio piccolo e a riportare l’azienda al successo. Ma presto, “Mr. Beaver” diventa troppo ingombrante e, infine, anche pericoloso…

Recensione:
Ci sono varie ragioni per cui vale la pena andare al cinema e godersi questo “Mr Beaver”, Fuori Concorso a Cannes 2011 nonché ultima fatica registica dell’attrice Jodie Foster (tre volte premio Oscar come miglior attrice). Ma la prima che viene in mente è che a stento troverete un Mel Gibson altrettanto umano, toccante e vero come in questa pellicola. Si abusa spesso dell’espressione “stato di grazia”, ma in questo caso gli calza a pennello.

Trama difficile e scomoda. Il maledetto parassita della depressione ha preso la vita di Walter Black. Prima sofisticato imprenditore di una ditta di giocattoli di successo; improvvisamente ombra di se stesso. Senza stimoli, senza gioie, senza voglia di vivere. Come lui stesso ammette a un certo punto, “tra lui e il balcone al decimo piano di un palazzo” c’è solo un orsetto. Beaver, appunto. Parlando attraverso la buffa marionetta che si porta dietro, Walter pare ritrovare coraggio. Sarà così veramente? E quanto può durare?

E se Mel Gibson, con i suo trascorsi dietro le sbarre e le denuncie di maltrattamento (al punto che nessuno pareva più volerlo a Hollywood) è il traino principale di questa pellicola – vederlo muovere la marionetta per rispecchiare le emozioni è il vero spettacolo -, non mancano altre ragioni di peso. Parliamo ad esempio di coraggio. E ci voleva una donna, guarda un po’, per tirare fuori gli attributi a questo cinema hollywoodiano impantanato tra supereroi e super remake. Jodie Foster, che a dirla tutta come regista non aveva brillato come da attrice (sua la regia di “Il mio piccolo genio” del 1991, e “A casa per le vacanze” del 1995), in questa occasione dimostra di sapere il fatto suo. Ottime alcune intuizioni, come il dualismo esistente nel film tra padre e figlio, un Anton Yelchin (qualcuno si ricorda dell’ottimo “Charlie Bartlett”?) qui studente e scrittore; o il saper mediare tra commedia e dramma in un equilibrio vacillante, che richiama idealmente la terribile malattia del protagonista. “Mr. Beaver” è allora anche un film sui rapporti famigliari, e su come il modo di relazionarsi finisca per essere una fitta rete di decisioni e scelte che condizioneranno altri, nel bene e più spesso nel male. Ambizioso, ma riuscito esempio di buona sceneggiatura, insomma, ad opera di Kyle Killen, insospettabile autore televisivo.

Jodie Foster tra ragione e pazzia trova la sua impronta registica.
Con delicatezza e realismo, “Mr. Beaver” vi commuoverà e vi farà sorridere. E vi interrogherà su cosa state cercando davvero. Perché tutto è bene quel che finisce, punto. La Foster chiude lì la frase.

La frase: “Questa sera vorrei stare sola con te. Solo tu ed io”.

Diego Altobelli

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