
Titolo originale: Silkwood
Nazione: USA
Anno:1983
Durata: 128
Genere:Drammatico
Cast: Meryl Streep, Cher, Kurt Russell, Craig Nelson
Produzione: ABC Motion Pictures
Trama:
Karen Silkwood, operaia e sindacalista in una fabbrica di materiale radioattivo, raccoglie prove e indizi di quel che non funziona nello stabilimento, ma nell’andare a consegnare i documenti, muore in un misterioso incidente. Ispirato a un fatto vero del 1974, è uno dei migliori film di M. Nichols, nonostante gli indugi descrittivi.
Recensione
La denuncia c’è, ma è come tratteggiata sullo sfondo. Il rischio di contaminazione esiste, ma non è poi che tutti si impegnino al massimo per evitarlo. Ed è bene rilevare, su questo punto, che gli stessi lavoratori, spesso cicalanti e burloni (Karen in prima linea), per qualificati che siano, sono anche superficiali ed irresponsabili davanti alla fatale polvere. Problema di fondo, a parte quello che nel film acquista grado a grado spessore è il personaggio di Karen Silkwood, che fortunatamente il regista non ha trasformato né in suffragetta sindacale, né in martire. [...] A pensarci bene, anche la esplosione di sindacalismo ha connotati di ingenuità e di goffaggine, lei è più cocciuta e ficcanaso che non autenticamente cosciente e diplomatica. Così, fa altrettanto presto a riuscire invisa ai suoi stessi compagni; elemento indubbiamente pericoloso per l’azienda, è scomoda per tutti e ciò perché, si ammetta francamente, il terrore di nucleari catastrofi, per i vari Bob e la varie Mary addetti alla lavorazione, è paradossalmente minor danno della perdita del posto. [...] La regia di Nichols ha discretamente padroneggiato sceneggiatura e vicende, in un logico concatenamento di premesse e di eventi, con notazioni ed allusioni psicologicamente valide (vedi il personaggio di Dolly, interpretato dalla Cher vista in ‘Jimmy Dean, Jimmy Dean’) di buona misura, sottolineando là dove occorreva momenti o situazioni moralmente squallidi o di corriva superficialità, quando invece di acuta tensione, senza, tuttavia, mai prevaricare i personaggi. Nuoce al film una certa prolissità (…) In ogni caso, nessuno potrà dissociarsi dal coro di lodi e di consensi, che una straordinaria attrice quale è Meryl Streep si è meritata, vivendo, letteralmente vivendo, il ruolo della defunta operaia americana, penetrando ogni più riposta piega del personaggio, con una gamma espressiva così ricca per mobilità e suggestione. Attrice ed artista fuori del comune, padrona della parte e sempre dominatrice sicura della scena, ironica e sensibile, gaia ed accorata, il volto di Meryl resterà indimenticabile alla fine, quando essa parte in aiuto verso l’incontro non con un ‘reporter’, ma con la Morte (e lei sembra saperlo e, infatti, questo dice). Interpretazione lucida, coerente e cosi calibrata e perfetta, che la Streep ha quasi…rischiato il terzo ‘Oscar’ della sua rapidissima carriera. M. Streep e Cher ebbero una nomination agli Oscar insieme con la regia, la sceneggiatura e il montaggio.






