08.08 – The Hunter

Titolo originale: The Hunter
Nazione: Iran, Germania
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 92′
Regia: Rafi Pitts
Sito ufficiale:

Cast: Rafi Pitts, Mitra Hajjar, Naser Madahi, Malek Jahan Khazai, Ali Nicksaulat, Ali Mazinani, Amir Ayoubi, Ossta Shah Tir, Hossein Nickbakht, Gholamreza Rajabzadeh.
Produzione: Aftab Negaran Productions, Filmförderungsanstalt, ZDF/Arte
Distribuzione: Fandango Distribuzione
Data di uscita: 17 Giugno 2011 (cinema)

Trama:
Alì è stato scarcerato da poco e vuole sfruttare al massimo il ritorno in società. Nonostante i turni di notte, cerca di passare tutto il suo tempo libero con la sua bella moglie e la figlioletta. Per evadere dallo stress della vita cittadina, Alì trova rifugio nel suo passatempo preferito, la caccia, e nella tranquillità della foresta a nord della città. L’evolversi degli eventi sfocia in tragedia quando Sara, la moglie di Alì, rimane accidentalmente uccisa durante uno scontro tra polizia e manifestanti. La figlia di sei anni è scomparsa e le inutili ricerche di Alì finiscono nell’orrore di una lunga e frustrante esperienza alla stazione di polizia, che spinge l’uomo sull’orlo della follia. In pieno giorno, dalla cima di una collina sovrastante la trafficata autostrada, Alì spara a caso e uccide due poliziotti. Parte l’inseguimento in auto fuori città. Alì scappa verso nord, nella foresta, e lì viene catturato da due ufficiali di polizia. Rassegnato al destino che lo attende, Alì osserva pacatamente i due poliziotti che, discutendo animatamente, si perdono nella foresta. La situazione si complica e la linea di confine tra cacciatore e preda si assottiglia…

Recensione:
Sembra “Quel pomeriggio di un giorno da cani” in salsa iraniana il nuovo film di Rafi Pitts dal titolo “The Hunter – Il cacciatore”, uno sfogo registicamente rigoroso contro l’incapacità delle forze armate iraniane.

Nel contesto agitato dell’Iran contemporaneo una donna rimane uccisa durante una manifestazione. La vittima è la moglie di Alì, un ex galeotto di poche parole che ora lavora come guardiano in una fabbrica. Insieme alla moglie scompare anche la figlia di Alì, e dopo estenuanti ricerche l’uomo scopre cha anche la piccola è morta a causa degli stessi scontri tra dimostranti e forze dell’ordine. Alì, distrutto, imbraccerà un fucile e comincerà a sparare a ogni poliziotto che gli capita a tiro…

Si diceva rigoroso. E’ questo l’aggettivo che calza meglio al film di Rafi Pitts, regista che non le manda certo a dire dopo aver diretto nel 1997 “Season Five”, sulla Rivoluzione iraniana del 1979, e nel 2002 “Sanam”, in cui un bambino di dieci anni cerca di vendicare la morte del padre. Ma al di là dell’impronta esplicitamente critica e politica dettata dalle intenzioni del regista, in “The Hunter” emergono anche altri fattori che ne garantiscono la buona presa sul pubblico. Sarà anche che è una di quelle rare pellicole che riescono a prendere il meglio da film di culto come il già citato “Quel pomeriggio di un giorno da cani” o persino “Il giustiziere della notte”. Verrebbe da dire che in linea generale il film deve tutto a certi thriller urbani degli anni Settanta. Ad essi Rafi Pitts si ispira soprattutto nelle riprese cittadine: ferrose, grigie, meccaniche, caratterizzate dalla polvere. Alla prima parte ambientata in città, quindi, contrappone la seconda ambientata nel bosco, e il film si fa pure un po’ “Rambo”. Si perde quell’atmosfera di straniamento trasmessa dal protagonista, e si punta su un’azione più manieristica. Ma è un bene: Rafi Pitts dimostra così di avere parecchie cose da dire, e di conoscere più modi per esprimerle chiaramente.

La frase:
“Io sono come te”.

a cura di Diego Altobelli

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