12.08 – Tutti al Mare

Titolo originale: Tutti al mare
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 95′
Regia: Matteo Cerami
Sito ufficiale: www.tuttialmare-ilfilm.it
Social network: facebook, twitter

Cast: Marco Giallini, Gigi Proietti, Ilaria Occhini, Anna Bonaiuto, Libero De Rienzo, Francesco Montanari, Ambra Angiolini, Claudia Zanella, Sergio Fiorentini
Produzione: FilmVision, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 11 marzo 2011 (cinema)

Trama:
Ogni mattina, spingendo la sedia a rotelle della madre, Maurizio raggiunge il suo chiosco sulla spiaggia dove tanta gente viene a godersi il meritato riposo settimanale. C’è chi ci capita per caso, chi ci viene ogni anno e c’è chi giura che “questa sarà l’ultima volta”.
Maurizio, il proprietario, con tutto il suo daffare deve anche accudire la madre, l’anziana arcigna e capricciosa che lo comanda a bacchetta. Fonte principale del suo guadagno è il pesce fresco, in realtà di dubbia provenienza.
Al chioschetto si beve, si mangia, si fanno quattro chiacchiere con gli sconosciuti, si ammirano le belle ragazze, si sogna e ci si arrabbia. Oppure invece niente, si sta lì, in panciolle a godersi una bella giornata. Si affittano ombrelloni e sdraio, nel prezzo sono compresi anche colazione e pranzo. È un via vai di gente che si scotta al sole, uomini, donne, tipi strani.
Di sera poi il chiosco si svuota e si trasforma totalmente. I bagnanti se ne vanno mentre un po’ alla volta si accendono candele, tovaglie bianche vengono stese ai tavoli, volteggiano eleganti camerieri ed il chioschetto si tramuta in un ristorante di classe, Chez Maurice…

Recensione:
Ritratto di gruppo in una giornata estiva sul litorale capitolino, con dialetto e spirito romanesco “caciarone”, indolente e ironico.
Sullo sfondo, il mare avanza ogni anno di più riducendo l’arenile, e forse un giorno sommergerà tutto.

Autore e regista teatrale, televisivo, cinematografico, Matteo Cerami ha scritto (insieme al noto padre Vincenzo) e diretto il suo lungometraggio d’esordio disponendo di un ricco e riconosciuto cast.
“Tutti al mare” alterna surreali lampi enigmatici (il cavallo libero, il teatrante pazzo aspirante suicida alla fine portato via con un intervento delle teste di cuoio, il porta sfiga fatto sedere ad un tavolo diviso da un separé dagli altri commensali), qualche rara trovata riuscita (il tormentone del pesce fresco, con un affettuoso cameo di Ninetto Davoli che, insieme alla presenza di Gigi Proietti, rappresenta un tangibile legame col “Casotto” di Sergio Citti, sceneggiato anch’esso da Cerami senior) e stoccate di satira sociale, con pattuglie di polizia municipale, guardia di finanza (con accento nordico) e carabinieri che, minacciando controlli burocratici e sanitari, si presentano nel ristorantino a pranzo, gentilmente offerto dal proprietario-protagonista; oppure, con l’ambiguo “basta co’ sta democrazia”, termine-concetto che torna ripetutamente, anche nel discorso sulla lamentata invasione dei migranti, che sbarcano da clandestini (disturbando la cena di gala finale), fanno lavori umili (se sono donne, cercano il matrimonio che garantisca cittadinanza e benessere) e, soprattutto, molti più figli degli italiani.

Nel frattempo, un pappagallo sproloquia e canta brani tradizionali partenopei, una coppia lesbica si fa mettere incinta da amanti occasionali, dei corridori bevono caffè dalla tazzina continuando a saltellare, una crisi di coppia diventa conversazione collettiva con interventi dei vari presenti, una “missione” di recupero di un portafogli: il grosso si ferma a macchiette e situazioni tra l’avanspettacolo e la commedia all’italiana datata e facile facile.

La frase: “T’ho fatto fare un provino a Canale 5, più italiana di così come si fa?”.

Federico Raponi

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