30.06 – L’Amore Buio

Titolo originale: L’amore buio
Nazione: Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Regia: Antonio Capuano
Sito ufficiale:

Cast: Irene De Angelis, Valeria Golino, Gabriele Agrio, Luisa Ranieri, Corso Salani, Fabrizio Gifuni, Alfio Alessi, Anna Ammirati
Produzione: L. G. M. Ellegiemme, Rai Cinema
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Venezia 2010
03 Settembre 2010 (cinema)

Trama
Alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, approfittano di Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro 16 anni, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Vengono condannati a due anni di reclusione. Quei due mondi, così opposti e diversi, finiranno coll’attrarsi, incontrarsi, fondersi. Irene e Ciro, da lontano (l’uno dal carcere di Nisida, e l’altra dalla casa meravigliosa dove vive con la famiglia in una delle zone belle della città), quasi senza accorgersene, lentamente cominceranno un irresistibile avvicinamento.

Recensione
Il mondo giovanile torna ad interessare il cinema, i tormenti dell’età adolescenziale si intrecciano, come sempre, con il grande sentimento dell’amore, ma questa volta è un amore diverso, confuso, scaturito da una violenza carnale. Luce e ombra si intrecciano e si fondono, in un sordo, continuo e tormentoso rincorrersi sullo sfondo della città di Napoli. Antonio Captano, ispirandosi a fatti di cronaca, cerca di analizzare i risvolti e le conseguenze che possono nascere nell’animo di due ragazzi le cui vite, nonostante il tempo, sono definitivamente legate da un sottile filo rosso. E’ un’opera drammatica e lirica caratterizzata da lunghi silenzi spezzati dalla musica e dalle parole, silenzi che vogliono descrivere e rappresentare i sentimenti confusi, i tormenti, i desideri, la disperazione di queste due persone. Ciro, interpretato da Gabrile Agrio, è un ragazzo di sedici anni che si fa coinvolgere dai giochi dei suoi compagni arrivando a violentare la giovane adolescente Irene (Irene De Angelis). Il ragazzo però, nonostante appartenga ad una classe sociale degradata, a contatto stretto con la camorra, dove per vivere bisogna per forza essere legati a qualche famiglia, ha un animo sensibile, riesce a capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, così il giorno dopo la violenza arriva a denunciare se stesso e i suoi amici dell’abuso sessuale, infrangendo la barriera dell’omertà. Il suo mondo negli anni successivi è quello ovattato del carcere di Nisida, una vita diversa fatta di regole da cui cerca di scappare, di rifiutare, ma qualcosa dentro di lui lo tormenta e rende questo periodo ancora più difficile da vivere: il tormento per ciò che ha fatto. Lentamente Ciro cambia rendendosi conto della differenza che esiste fra un rapporto sessuale e l’amore, cerca il perdono da parte di Irene. Irene, ragazza elegante ed educata appartenente all’ambiente borghese, a cui Ciro ha stravolto la vita e il carattere, infatti, dal giorno dello stupro ella non accetta più il suo corpo e non riesce più a sorridere, tormentata nei sogni dal ricordo. L’amore, il tormento, il dolore e il perdono sono gli elementi cardine su cui ruota il film, il desiderio sordido di una violenza, la differenza sociale non ferma i due giovani che lentamente cominciano a provare un sentimento di affetto reciproco. A far da sfondo a questa storia è la città di Napoli, sempre presente nella filmografia del regista, che diventa al tempo stesso protagonista silenziosa ed elemento costitutivo dell’opera con i suoi tesori, la sua complessa stratificazione sociale, con il suo degrado, con i suoi affanni, i suoi colori e le sue sottili sfumature. Vi è una grande attenzione per la fotografia con un’attenzione estetica marcata per sottolineare la differenza degli ambienti sociali opposti dei due giovani. Un plauso agli attori di contorno come Luisa Ranieri e Corso Salani, recentemente scomparso, Fabrizio Gifuni e soprattutto Valeria Golino che interpreta il ruolo della brutta psicologa del carcere dal viso ben poco curato. “L’amore buio” è un invito ai giovani ad avere coraggio e combattere il modo comune di sentire e pensare, spronando i giovani a lavorare insieme per cambiare il mondo che li circonda, un invito che viene rappresentato e sintetizzato nel discorso che Don Luigi Merola tiene ai giovani ospiti del carcere.

La frase: “L’amore se ci pensate è come la benzina che fa muovere i nostri corpi”.

Federica Di Bartolo

2 Responses to 30.06 – L’Amore Buio

  1. Rovie says:

    Condivido tutto: l’entusiamo e la cmnooziome per lo spettacolo, l’ammirazione per la grande prova d’attore. Sommando questo straordinario Pasolini al Gadda ancora più rigoroso ma ugualmente efficace, Gifuni fa muovere le coscienze, fa riflettere, compie un’operazione politica prima ancora che intellettuale, tanto più necessaria di questi tempi.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>