09.07 – Il Cigno Nero

Titolo originale: Black Swan
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 103′
Regia: Darren Aronofsky
Sito ufficiale: www.blackswan2010.com
Sito italiano: http://microsites2.foxinternational.com/…

Cast: Mila Kunis, Natalie Portman, Winona Ryder, Sebastian Stan, Vincent Cassel, Christopher Gartin, Toby Hemingway, Janet Montgomery, Barbara Hershey, Kristina Anapau, Ksenia Solo, Adriene Couvillion
Produzione: Cross Creek Pictures, Phoenix Pictures, Protozoa Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: Venezia 2010
18 Febbraio 2011 (cinema)

Trama:
Il film segue la storia di Nina (Portman), una ballerina in una compagnia di balletto a New York, la cui esistenza, come avviene per tutte le ragazze impegnate in questa professione, è completamente assorbita dal ballo. Lei vive assieme alla madre, la ballerina in pensione Erica (Barbara Hershey), che sostiene fortemente l’ambizione professionale della figlia. Quando il direttore artistico Thomas Leroy (Vincent Cassel) decide di rimpiazzare la prima ballerina Beth Macintyre (Winona Ryder) per la produzione che apre la nuova stagione, Il lago dei cigni, Nina è la sua prima scelta. Ma Nina ha una concorrente: la nuova ballerina Lily (Kunis), anche lei in grado di impressionare Leroy. Per Il lago dei cigni c’è bisogno di una ballerina che possa interpretare il Cigno bianco con grazia e innocenza, ma anche il Cigno nero, ingannevole e sensuale. Nina si cala perfettamente nei panni del Cigno bianco, ma Lily è la personificazione del Cigno nero. Mentre le due giovani ballerine trasformano la loro rivalità in un’amicizia contorta, Nina comincia a conoscere meglio il suo lato oscuro e lo fa in maniera tale da rischiare di essere distrutta.

Recensione
Dopo aver ricevuto il Leone d’Oro alla 65ªMostra del Cinema di Venezia con “The Wrestler”, il regista newyorkese Darren Aronofsky ci riprova e si ripresenta al Lido veneziano con un film intenso e combattuto, “The Cigno Nero”, che inevitabilmente darà sfogo a nuove e articolate discussioni sul suo modo di fare cinema. Dopo i fischi e le incertezze di “The Fountain”, infatti, sembra che Aronofsky abbia finalmente trovato la sua musa ispiratrice, e sia riuscito nell’intento di portare sul grande schermo profonde emozioni e impetuose passioni, che inchiodano e commuovono lo spettatore.
E la musa sembrerebbe portare le intriganti fattezze di Natalie Portman, (“Leon”, “Star Wars – Episodi I II III”), che, indossate le scarpette della ballerina Nina, buca letteralmente lo schermo con la sua travolgente interpretazione, tanto da mettere in ombra persino il fascinoso Vincente Cassel, (“Doberman”, “I Fiumi di Porpora”), direttore della compagnia di ballo, e l’impertinente Mila Kunis, sua antagonista nel balletto (“Codice Genesi”, “Notte Folle a Manhattan”).
Nina è ballerina per un’importante compagnia di ballo, sogna di ballare da solista e di diventare una grande stella, i suoi desideri sembrano esaudirsi quando viene scelta per interpretare la Regina dei Cigni ne “Il lago dei Cigni”.
Sin dal primo momento è Natalie a portarci nel difficile mondo del balletto, dove la passione diventa vocazione… una vocazione che implica sacrificio e duro lavoro a cui un’artista di alto livello dedica ogni momento della sua giornata. È lei che ci mostra i piccoli gesti e la dedizione cui sin da bimbi, i ballerini, sono abituati per riuscire un giorno ad uscire dalle file e interpretare un ruolo da solista. Ed è sempre lei che con il suo volteggiare sulle punte leggiadra e sicura, ci fa sentire felici e vivi a passo di danza.
Natalie questo mondo ce lo fa respirare, ce lo fa vivere fino in fondo, con la sua fragilità e i suoi modi quasi fanciulleschi di inseguire un sogno. Lei non è Nina, lei è una ballerina, così si vede e così si presenta agli altri, e così si sente lo spettatore che rimane incantato, quasi ammaliato dalla sua interpretazione.
Ma il meglio di se, l’attrice israeliana lo da nella sua trasformazione, nella sua metamorfosi da Cigno Bianco a Cigno Nero, quando la sua costante ricerca della perfezione la porta a scontrarsi con il controllo che ha di se e delle sue passioni, contro qualsiasi cosa possa distoglierla dal suo intento e dal suo obiettivo primario: ballare da solista, essere la migliore, essere perfetta, …sempre.
Questa trasformazione, dal punto di vista professionale è rappresentata dalla sua prima interpretazione come etoile, nella versione “viscerale” del Lago dei Cigni, mentre dal punto di vista emotivo è la liberazione delle passioni, delle sensazioni, in un crescendo di inquietudini, trepidazioni, turbamenti, che culminano in un’incontro saffico con la sua più grande antagonista: se stessa.
Natalie Portman è trascinata e travolta nel suo percorso emotivo dalle splendide musiche di Chaikovskij, e noi con lei, il tutto grazie ad una ricerca stilistica talmente articolata e particolareggiata che non si riesce a distaccarsi. Aronofsky fonde sapientemente immagini e musiche, colori e suoni: tutto richiama al dualismo che angustia la protagonista, al delirio che la sua ricerca della perfezione crea.
Un film piacevole, in conclusione, commovente nella sua interpretazione, intrigante nella sua realizzazione, le cui musiche di bellezza incontestabile ammaliano da oltre un secolo.

La frase: “La perfezione non deriva solo dal controllo, bisogna lasciarsi andare”.

Monica Cabras

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