10.07 – Bronte. Cronaca di un Massacro che i Libri di Storia Non Hanno Raccontato

 

 

 

 

 

Trama:
Dopo l’impresa dei Mille, a Bronte, una cittadina del catanese, come in molti altri comuni, il Circolo dei Civili cercava di adattarsi alla nuova situazione politica mantenendo inalterati i privilegi dei “cappelli” o “galantuomini”. Il liberale avvocato Nicola Lombardo, insediatosi nel municipio con l’incerta autorità conferitagli dal governatore di Catania, cercava inutilmente di frenare la reazione popolare e di cominciare un lavoro di riorganizzazione all’insegna della giustizia e dell’uguaglianza. L’ardore dei “picciotti”  avevano il sopravvento e in pochissimo tempo mietevano 15 vittime. Nino Bixio, tutto preso dai preparativi per lo sbarco in Calabria, non poteva lasciare focolai di rivolta alle sue spalle e si recava personalmente a Bronte con un forte contingente di garibaldini. Deciso a dare all’intera Sicilia un esempio salutare, faceva arrestare 150 persone e istituiva un tribunale militare con l’incarico di processare in una giornata i cinque maggiori indiziati, fra i quali l’avv. Lombardo e lo “scemo del paese”. Il processo si riduceva così ad un “giudizio ex abrupto” simile a quelli dei tempi dei vicerè. Gli imputati venivano tutti riconosciuti colpevoli, condannati e fucilati.

Recensione:
Ispirato a “Libertà”, novella poco nota di G. Verga, basato su documenti d’epoca, scritto con N. Badalucco, F. Carpi e Leonardo Sciascia. F. Vancini affronta l’argomento con serietà e impegno, espone i fatti con secca, implacabile precisione e raggiunge in alcuni momenti un dolente afflato epico. Lucida lezione di controinformazione storica, duramente attaccato da destra (“parlava male di Garibaldi”), ma anche da sinistra perché troppo riformista (?), suscitò un ampio dibattito tra storici, intellettuali, politici.

Vancini e gli altri autori del film hanno voluto non tanto documentare un fatto storico, ma piuttosto offrirci una lezione politica, con un chiaro invito alla rivolta contro ogni potere costituito. Non un film storico, quindi, ma piuttosto film politico, nel quale la suggestione é affidata unicamente alla violenta  sovente enfatica, talvolta grezza — descrizione dei fatti, senza interpolazioni didascaliche moralistiche.

Girato nell’estate 1970 in Iugoslavia e prodotto anche dalla RAI in un’edizione televisiva di 3 puntate (165´), mai messa in onda. Distribuito in una versione filmica di 110´ cui seguì nel 2001 quella di 126´ restaurata.

Gli esterni del film vennero girati a Saveti Lorec (San Lorenzo) in Croazia, con la partecipazione alle riprese della popolazione locale.

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